Perché voterò sì al referendum del 17 aprile (17 motivi, ma ce ne sarebbero altri…)

    1. Perché andare a votare è un diritto/dovere sacrosanto, necessario a esercitare una sovranità che nei fatti ci è stata tolta (e questo, come il punto successivo, prescinde dal sì e dal no);
    2. perché è necessario tornare a impossessarsi di questo prezioso strumento di decisione che è stato delegittimato nel corso del tempo (ricordate il referendum sull’acqua pubblica?);
    3. perché queste cose le sto studiando per il mio dottorato e la voce è concorde e unanime: così non si va da nessuna parte;
    4. perché l’impianto che vogliono mettere in piedi sfrutta un giacimento che copre una fetta minima del fabbisogno energetico nazionale (stimata intorno all’1-2% su un arco di una decina d’anni, ne ho scritto qui);
    5. perché siamo sul lato discendente del picco del petrolio e quello che ci rimane sarebbe bene che lo usassimo per creare le infrastrutture che muoveranno il mondo domani – qualunque esse siano e, per quel che ho capito fino ad ora, la soluzione sarà “ibrida” e sarà la somma di tutte quelle ad oggi disponibili (solare, eolico, geotermico e l’idroelettrico già esistente). Un mondo che, ci piaccia o meno, sarà abbastanza diverso da quello attuale;
    6. perché siamo sempre di più e per questo dovremmo consumare sempre meno (e rinunciare a quell’1-2% offerto dai nuovi impianti sarebbe una bella “prova generale” di questa inversione di tendenza);
    7. perché il vero petrolio dell’Italia è il turismo. E di Ombrina mare, dove non sono mai stato, ho visto foto bellissime e magari un giorno ci vorrò andare in vacanza (e forse potrebbe essere una meta di vacanza per molti di noi);
    8. perché comincio ad avere una discreta esperienza e conoscenza dei “no” italiani (a partire dallo storico movimento No Tav valsusino), costituiti pressoché invariabilmente da persone per bene, che conoscono e amano il proprio territorio;
    9. perché il bene comune è ora che cominci davvero a essere il bene di tutti e non solo di qualcuno che ha intenzione di specularci sopra;
    10. perché è ora di finirla con la sindome Nimby non solo per ciò che riguarda lo spazio (“my backyard”, appunto), ma anche per quel che riguarda il tempo. Un tempo in cui ci si limita al presente a partire dagli investimenti, e dove “progettare il futuro” è diventato poco più di uno slogan legato o alla propaganda o alla tecnologia (spesso a entrambe). Ciò che riguarda i beni comuni riguarda tutti noi, in un modo o nell’altro, e tutti dovremmo avere interesse a difenderli, ovunque essi siano. E’ uno mondo tutto attaccato e tutto si ripercuote su tutto;
    11. perché nelle mie peregrinazioni di ricerca mi è capitato sottomano un articolo – che io non conoscevo perché sono un ignorante, ma tra gli ecologi è molto famoso – di Garrett Hardin, The Tragedy of the Commons, pubblicato sulla rivista “Science”, liberamente scaricabile a questo link, con un inquadramento sommario in italiano a questo link. Leggetelo e pensate che è stato scritto nel 1968;
    12. perché l’altra sera a Trento ho assistito a una conferenza a due voci in Comune su questo tema: da un lato Claudio Della Volpe (mio tutor di dottorato) e dall’altro Roberta Radich, membro del coordinamento a favore del referendum (e del sì). Da un lato i motivi ambientali spiegati molto chiaramente da Claudio e dall’altro l’aspetto più politico-istituzionale, mi sono sembrati inoppugnabili;
    13. perché quand’ero ragazzo facevo pensieri strani e immaginavo che se avessi avuto il potere di comandare il mondo, in certe giornate, magari un po’ rare (e ahimè sempre più rare…) quando il cielo è così blu che ti viene voglia di piangere dalla gioia, avrei imposto che tutti i motori del mondo tacessero, in ossequio al blu del cielo (nella mia testa si chiamava “legge del blu” che istituiva “la giornata del blu”…);
    14. perché ho letto quest’ultimo post sul blog di Ugo Bardi, sono andato a pescare i dati della Nasa lì (e qui) indicati e mi sono “divertito” a farne un grafico in mathlab, questo (che mi pare “parli” da solo, senza bisogno di commentare):

      andamento temperature 1880-2016 (dati NASA)
      andamento temperature 1880-2016 (dati NASA)
    15. perché non è vero che si perdono posti di lavoro: tra i promotori del referendum c’è la Fiom che, data l’aria che tira nel mondo delle politiche del lavoro, personalmente la considero una specie di garanzia;
    16. perché ieri sono entrato in negozio che vende giocattoli per bambini e ho sfogliando il catalogo di una marca lì esposta ci ho trovato scritte queste cose:
      natura
    17. perché dopo il davvero un po’ triviale “trivella tua sorella”, lo slogan giusto è finalmente arrivato:
      no_alla_trivella-sì_alla_frisella
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