Quando si dice madre natura

Dunque, sto leggendo bellissime cose sulla sacralità di nostra madre Terra, sull’ecologia, ecc. Mi beo della visione di documentari fantastici come Planet Earth II – con l’ironica, ma sempre squisita voce di commento di quel gentleman che è David Attenborough. Tutto fantastico, finché si sta comodamente seduti sulla propria sedia e si contempla la bellezza senza faticare. Poi arriva il giorno (ieri) che tua moglie decide di volere una rosa in giardino. Una rosa bellissima, questa:

Per piantare questa rosa però bisogna toglierne una mezza secca, che non fa fiori ma solo bacche, un po’ selvatica (e così tutti i bei proponimenti di lasciare il mondo “così com’è” vanno un po’ a farsi benedire…) e qui viene il bello.

Gli si dà di vanga (in prestito dal vicino, di cui riesco a rompere il manico per aver fatto maldestramente leva…), vado da Obi a comprarne una nuova (da regalare al vicino, visto che gliel’ho rotta) e riprendiamo con zappetta, forbici, per tagliare le radici e…

… di auto!

Ora: la meccanica della mia auto è un po’ “scema”: motore (e quindi peso) davanti e trazione posteriore. Quindi “tiro alla fune” che ha funzionato fino a un certo punto. Ma, siccome “chi la dura la vince”, ripetendo l’operazione a più riprese il risultato è che a un certo punto, con uno strappo secco, la pianta è stata sradicata, ma, per l’effetto elastico della fune, è letteralmente atterrata sul parabrezza (solo un po’ di terra, ma nessun danno, per fortuna).

Tutto il resto è stato decisamente più semplice: buca per la rosa nuova che ha trovato il suo posto (nella speranza che attecchisca, dopo averci speso la mattinata…).

Questo solo per dire che ogni tanto dobbiamo ricordarci anche quanto sia dura “la lotta per la sopravvivenza” e quanto per noi cittadini (parlo soprattutto per me…) sia onerosa anche la semplice gestione di una cosa relativamente semplice come questa (di cui ho omesso un fatto: il nodo sulla parte dell’anello che si attacca all’auto per il traino era di tipo “semplice” – e non “professionale”: anche sapere fare i nodi è utile… – il che significa che più si tira e più la corda si stringe e quando, terminata l’operazione, si deve liberare l’anello per riporlo, ci sono fatiche e tempi supplementari per scioglierlo – mi sono dotato di cacciavite lungo e sottile con il quale a forza di far leva sono riuscito nell’impresa, ma mi ci è voluta un’altra mezz’ora).

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